La mezza età non esiste più… anche le mezze stagioni. Con la prospettiva di una vita sempre più lunga e di andare in pensione sempre più tardi, i cinquantenni di oggi sono i protagonisti di un profondo cambiamento culturale, che li vede accettare nuove sfide per dare una svolta costruttiva alla propria esistenza.

Si può essere giovani a 50 anni? Se diamo uno sguardo alla sensualità di Jennifer Lopez, cantante e attrice dal fisico mozzafiato, alla bellezza di Cate Blanchett, due volte premio oscar e attrice tra le più richieste, alla carica di Pierfrancesco Favino, in questi giorni su tutti gli schermi con il film Hammamed, o al fare fanciullesco di Giovanni Allevi, noto pianista e compositore dalla folta chioma riccioluta, celebrity che hanno superato il mitico traguardo da pochi mesi, verrebbe proprio da dire di sì.

L’allungarsi della vita media, la maggior cura del corpo e della forma fisica, il cambio di mentalità e di percezione del futuro, hanno profondamente modificato il concetto di “mezz’età”.
Il traguardo dei 50 anni non rappresenta più come in passato un punto d’arrivo in cui si cominciavano a tirare i remi in barca. Oggi è visto come l’occasione per stilare un bilancio della propria esistenza e, se i conti non tornano, lanciarsi in nuovi progetti di vita, senza improvvisazioni pericolose, ma utilizzando l’esperienza e la maturità come punti di forza.

Si tratta di un profondo cambiamento culturale, peraltro accelerato da alcuni fattori. La prospettiva di vita più lunga spinge a ribellarsi a certe situazioni critiche, come ad esempio un matrimonio che non funziona più, perché c’è la consapevolezza che si dovrebbero sopportare ancora per decenni. Allo stesso modo, lo spostamento progressivo dell’età pensionabile ai 70 anni fa sì che molti, sapendo di avere ancora davanti 10 o 20 anni di carriera o comunque di dover lavorare ancora per molto tempo prima di poter accedere alla pensione, non siano più disposti a tollerare situazioni d’impiego stressanti o poco remunerative in termini economici o di soddisfazioni.

Recentemente ha fatto riflettere sulle attuali dinamiche del mondo del lavoro il video postato su linkedin da Mark Gaisford, in cui il 52enne Ceo di successo della società di marketing inglese Redsprou confessava di avere molti colleghi ma nessun amico. Il suo sfogo è diventato virale ricevendo oltre un milione di visualizzazioni e quasi 30mila interazioni.

Certo non è sempre facile aprirsi a nuovi orizzonti, ma carichi di energie e con un fisico in forma costruito anche grazie a una pratica sportiva regolare, i 50enni di oggi si sentono pronti ad abbattere le barriere anagrafiche, per accettare nuove sfide e dare una svolta costruttiva alla propria esistenza.

Abituiamoci, alle sfide!