Pensioni 2027: cosa cambia davvero e chi riesce a evitare l’aumento dei requisiti
Dal 1° gennaio 2027 andare in pensione diventa un po’ più difficile. I requisiti aumentano, legati all’allungamento della speranza di vita degli italiani. Non è una novità improvvisa: è un meccanismo previsto dalla legge da anni. Ma stavolta si applica davvero, e vale la pena capire quanto cambia e per chi.
Perché i requisiti aumentano
In Italia l’età per andare in pensione è collegata per legge alla speranza di vita media degli italiani, calcolata dall’ISTAT. Quando gli italiani vivono più a lungo, i requisiti pensionistici salgono di conseguenza.
Questo meccanismo era stato sospeso dal 2019 al 2026. Dal 2027 torna in vigore. L’aumento previsto è di tre mesi in totale, ma la Legge di Bilancio 2026 ha deciso di applicarlo in modo graduale per attenuare l’impatto:
- dal 1° gennaio 2027: aumento di 1 mese
- dal 1° gennaio 2028: aumento di altri 2 mesi (tre mesi in totale rispetto al 2026)
I nuovi requisiti nel concreto
Per la pensione di vecchiaia (quella ordinaria a cui si accede con 20 anni di contributi):
- nel 2027: 67 anni e 1 mese
- nel 2028: 67 anni e 3 mesi
Per la pensione anticipata (quella basata solo sui contributi, senza limite di età):
- nel 2027: 42 anni e 11 mesi per gli uomini, 41 anni e 11 mesi per le donne
- nel 2028: 43 anni e 1 mese per gli uomini, 42 anni e 1 mese per le donne
Anche la pensione anticipata contributiva, quella riservata a chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996 e può uscire a 64 anni, subisce un aumento: nel 2027 serviranno 64 anni e 1 mese di età, nel 2028 64 anni e 3 mesi.
Chi è escluso dall’aumento
Non tutti subiranno questi aumenti. La Legge di Bilancio 2026 ha previsto alcune eccezioni importanti.
Sono esclusi dall’adeguamento, per il biennio 2027-2028, i lavoratori che svolgono o hanno svolto attività gravose o usuranti: turnisti notturni, addetti a lavori pesanti e faticosi, lavoratori in galleria, cava o miniera. Per loro i requisiti restano fermi ai livelli attuali.
Sono esclusi anche i lavoratori precoci (chi ha almeno un anno di contributi versati prima dei 19 anni) che rientrano nelle categorie dei lavori gravosi o usuranti. Per loro il requisito rimane fissato a 41 anni di contributi.
Chi invece fa parte di queste categorie ma è disoccupato, caregiver o invalido subirà l’adeguamento graduale come tutti gli altri.
Dal 2029 altri aumenti in arrivo
L’adeguamento del 2027-2028 non sarà l’ultimo. Dal 2029 è previsto un ulteriore aumento di almeno un mese, come conseguenza del rimbalzo della speranza di vita dopo gli anni del Covid. I calcoli esatti dipenderanno dai dati ISTAT che verranno rilevati nei prossimi anni.
Cosa fare se ci si avvicina alla pensione
Chi pensa di andare in pensione tra il 2027 e il 2029 ha tutto l’interesse a verificare la propria posizione contributiva con anticipo. Anche una differenza di un mese sui requisiti può spostare la data di pensionamento.
Un patronato può fare un calcolo preciso e aiutare a capire se conviene anticipare l’uscita nel 2026, quando i requisiti sono ancora quelli attuali, o attendere. È un servizio gratuito che può fare una differenza concreta.
Conclusione
L’aumento dei requisiti dal 2027 è certo e già codificato nella legge. Chi è in regola e non rientra nelle categorie escluse dovrà fare i conti con qualche mese in più prima di ricevere la pensione.
Conoscere queste regole in anticipo è il modo migliore per non trovarsi impreparati. Su questo sito continuiamo a seguire le novità sulle pensioni. Vale la pena restare aggiornati.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni hanno scopo divulgativo e si basano sulla normativa vigente e sulle circolari INPS disponibili. Per una valutazione della propria situazione specifica è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o a un consulente previdenziale qualificato.