Infortunio sul lavoro: l’assegno INAIL ora dura fino a 67 anni

Chi ha subito un infortunio grave sul lavoro o una malattia professionale e non riesce più a reinserirsi nel mondo del lavoro ha diritto a un sostegno economico mensile. Dal 2026 questo sostegno dura due anni in più rispetto a prima.

Cos’è l’assegno di incollocabilità

L’assegno di incollocabilità è un contributo mensile erogato dall’INAIL, l’ente che gestisce le tutele per gli infortuni sul lavoro in Italia. Spetta a chi ha subito un infortunio o una malattia legata al proprio lavoro e si trova in una situazione talmente grave da non poter essere reinserito in nessun tipo di attività lavorativa, neppure attraverso il collocamento mirato per persone con disabilità.

In pratica è riservato a chi è rimasto menomato in modo permanente e profondo, senza possibilità di ripresa lavorativa.

Cosa cambia dal 2026

Fino al 2025 questo assegno veniva erogato fino al compimento dei 65 anni. Dal 1° gennaio 2026 il limite è stato alzato a 67 anni, in linea con l’età prevista per la pensione di vecchiaia.

Questo significa due anni in più di tutela economica per chi si trova in questa condizione. La modifica evita un vuoto di reddito che prima costringeva molte persone a restare senza alcun sostegno per due anni, nell’attesa di raggiungere i requisiti per la pensione.

Chi aveva già perso il beneficio al compimento dei 65 anni può chiederne il ripristino.

Chi può accedervi

Per avere diritto all’assegno di incollocabilità devono essere soddisfatte queste condizioni:

  • avere una rendita INAIL in corso per infortunio sul lavoro o malattia professionale
  • avere una menomazione certificata che rende impossibile qualsiasi reinserimento lavorativo
  • per eventi fino al 31 dicembre 2006: grado di inabilità non inferiore al 34%
  • per eventi dal 1° gennaio 2007: danno biologico superiore al 20%

La valutazione viene effettuata dagli organismi competenti dell’INAIL.

Quanto vale l’assegno

L’importo mensile dell’assegno di incollocabilità viene aggiornato ogni anno in base all’inflazione. Il valore attuale, in vigore dal luglio 2025, è di 308,23 euro al mese.

Non è una cifra elevata, ma rappresenta un sostegno continuativo e stabile per persone che non hanno altra fonte di reddito lavorativo.

Perché questa novità è importante

Prima del 2026 esisteva uno squilibrio: la pensione di vecchiaia si raggiunge a 67 anni, ma l’assegno di incollocabilità si fermava a 65. Chi rientrava in questa categoria si trovava senza reddito per due anni, in una fase già delicata della vita.

La modifica del 2026 chiude questa disparità e garantisce continuità fino al momento del pensionamento. Il legislatore ha anche lasciato aperta la possibilità di ulteriori adeguamenti futuri, qualora l’età pensionabile dovesse cambiare ancora.

Conclusione

Una piccola modifica normativa che fa una grande differenza per chi la vive. Se si conosce qualcuno che ha subito un infortunio grave sul lavoro e percepisce una rendita INAIL, vale la pena verificare se ha diritto a questo assegno o al suo ripristino.

Un patronato può aiutare a fare la verifica e a presentare la domanda, gratuitamente. Restate aggiornati su queste novità continuando a seguire questo sito.


⚠️ Disclaimer: Le informazioni hanno scopo divulgativo e si basano sulla normativa in vigore dal 1° gennaio 2026. Per verificare la propria situazione specifica è consigliabile rivolgersi direttamente all’INAIL o a un patronato qualificato.


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