Questo perchè è pensiero comune che al raggiungimento dei 50 anni si sia già mediamente conclusa o meglio pianificata la parte della vita che ci vede impegnati nel costruire una famiglia ed una carriera lavorativa. I primi 50 anni sono anche quelli in cui il fisico e la salute ci sostengono maggiormente rispetto agli anni che ci aspettano. A 50 anni è dunque solitamente il momento di fare bilanci, di prepararsi per un grande cambiamento famigliare, spesso una prima famiglia si è già conclusa e se ne costruisce una nuova allargata, si inizia ad avere qualche acciacco e si è a contatto con i propri genitori che ormai hanno superato i 70 anni. Tutti questi fattori portano o dovrebbero portare a pensare al proprio futuro ed a quello dei famigliari con meno spensieratezza ma con maggior pianificazione grazie all’esperienza maturata. E’ per questo motivo che i legislatori ed il sistema di welfare considerano questo anno come il punto di svolta e di maggior criticità per la predisposizione ai rischi nell’età adulta, in una società dove i nuclei famigliari sono sempre più composti da un solo elemento. La solitudine è il vero moltiplicatore di rischi che nessuno di noi considera con uno strano senso di “onnipotenza“, ma che va a formare una miscela incredibilmente esplosiva con il tempo che passa e gli imprevisti.

(I contenuti che trovate in questo articolo hanno il solo scopo di informare in modo semplice e diretto chiunque si approccia per la prima volta a questo settore, per necessità o interesse, senza voler esprimere un’opinione nè influenzare nessuno)

LinkedIn
LinkedIn
Share