Negli ultimi tempi è cambiato il modo in cui le pensioni più alte vengono adeguate all’inflazione. Oggi per gli assegni oltre i 2.500 euro lordi al mese la rivalutazione è parziale, ridotta, o in alcuni casi quasi azzerata.

Secondo lo studio del Centro Studi Itinerari Previdenziali, chi percepisce una pensione sopra i 2.500 euro andrà incontro a perdite significative nei prossimi 10 anni proprio per questo mancato adeguamento. Per chi ha un assegno relativamente contenuto (ma oltre la soglia dei 2.500), la perdita stimata è almeno di 13.000 euro. Per pensioni molto alte (oltre circa 10.000 euro lordi mensili), la perdita può arrivare fino a 115.000 euro.

Questo significa che molte pensioni medio-alte rischiano di perdere, anno dopo anno, parte del loro valore reale. Anche se l’adeguamento all’inflazione non è fluido, è importante capire che queste modifiche non riguardano solo chi ha assegni alti, ma colpiscono un segmento importante di pensionati che un tempo potevano contare su una protezione maggiore contro il costo della vita.

Vuoi capire quanto veramente perdi tu con queste modifiche?  Continua a seguire il sito: nei prossimi articoli esploreremo come difendersi da queste perdite e quali sono le possibili soluzioni per i pensionati.

LinkedIn
LinkedIn
Share