La bozza della legge di bilancio 2026 ha già anticipato alcune novità molto rilevanti per chi si appresta a lasciare il lavoro. In primo luogo, due strumenti che consentivano l’uscita anticipata — Quota 103 (62 anni d’età e 41 anni di contributi) e Opzione Donna (61 anni d’età e 35 di contributi per le donne) — non saranno confermati nella nuova manovra.

Allo stesso tempo, viene confermato che l’età pensionabile salirà gradualmente a partire dal 2027: dal 1° gennaio 2027 l’età per la pensione di vecchiaia passerà a 67 anni e 1 mese, mentre dal 2028 si salirà ulteriormente a 67 anni e 2 mesi o 3 mesi, a seconda della norma finale.

L’aumento non riguarderà però le categorie che svolgono lavori “gravosi o usuranti”: per queste ultime l’innalzamento dell’età rimane escluso.
Altre misure contenute nella bozza includono l’aumento delle pensioni minime (anche se in misura ridotta rispetto alle attese) e un’erogazione più rapida per il TFS (trattamento di fine servizio) nella Pubblica Amministrazione.

Per chi oggi è vicino al pensionamento o sta valutando l’uscita nei prossimi anni, questi cambiamenti impongono di ripianificare il timing dell’uscita dal lavoro, valutando attentamente contributi maturati, età anagrafica, e l’eventuale effetto della cancellazione delle vie anticipate.
In sintesi: la finestra per uscire con strumenti agevolati come Opzione Donna e Quota 103 si chiuderà; al contempo, tutti gli altri dovranno prepararsi a un’uscita più tardiva e ad adattarsi al nuovo contesto previdenziale.

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